Pensioni Inpdap

Pensioni Inpdap
L’Inpdap eroga pensioni in favore dei dipendenti pubblici. Essi possono andare in pensione a 65 anni, ma fino alla fine dell’anno per le donne l’età è di 61 anni, mentre per chi ha 40 anni di contributi l’età non conta. Altri requisiti, infine, per chi ha almeno 35 anni di servizio.

L’Inpdap è l’istituto che eroga le pensioni ai pubblici dipendenti. Le pensioni di vecchiaia e di anzianità vengono erogate sulla base del numero dell’età anagrafica e degli anni di servizio.

Quanti siano stati assunti solo a partire dall’1 gennaio del 1996, con certezza vedranno la loro pensione calcolata con il metodo contributivo, ossia in base ai contributi versati, rivalutati di una certa percentuale determinata per legge, e rivalutati per un coefficiente, che varia in rapporto all’età anagrafica con cui si va in pensione.

Quanti, invece, al 31 dicembre 1995 avevano maturato almeno 18 anni di servizio, andranno in pensione con il metodo retributivo, cioè la loro pensione sarà determinata, applicando una percentuale sugli ultimi 10 anni di stipendio medio, mentre chi al 31 dicembre 1995 aveva maturato meno di 18 anni, si vedrà applicare il metodo misto, ossia una pensione determinata dal calcolo retributivo per gli anni di servizio fino al 1995, per quelli successivi scatta il calcolo contributivo.

Possono ottenere la pensione di vecchiaia, nel pubblico impiego, gli uomini che abbiano compiuto 65 anni di età e le donne di almeno 61 anni di età. Ma dall’1 gennaio 2012, le donne del pubblico impiego che faranno richiesta di pensione di vecchiaia dovranno avere anch’esse 65 anni.
Tutti, inoltre, dovranno avere almeno 20 anni di contributi versati.

Quanto alle pensioni di anzianità, esse vengono erogate in base agli anni di servizio. In particolare, se si hanno 40 anni di contributi, si potrà andare in pensione, indipendentemente dall’età anagrafica. Per quanti avessero meno di 40 anni di contributi, ma volessero andare in pensione, dovranno rispettare i seguenti requisiti: quota 96 (da 01/01/11 a 31/12/12), cioè 60 anni di età + 36 anni di contributi, oppure 61 anni di età e 35 anni di contributi. A partire dall’1 gennaio del 2013 e fino al 31 dicembre del 2014, invece, la quota sale a quota 97 (61 anni di età + 36 di servizio, o 62 anni di età e 35 di servizio).

Infine, l’Inpdap eroga anche le pensioni invalidità a quanti fossero permanentemente impossibilitati a prestare servizio di lavoro, qualora si abbiano almeno 5 anni di contributi, di cui almeno tre maturati nell’ultimo quinquennio.