La pensione può essere considerata un salario differito, che il lavoratore accantona durante la sua carriera lavorativa, attraverso il pagamento dei contributi. I sistemi previdenziali sono di due tipi. In Italia, trattasi di sistema a ripartizione.

Da un punto di vista economico, la pensione può essere intesa come una retribuzione differita, che il lavoratore accantona, durante la sua vita lavorativa, versando appositi contributi, che matureranno la prestazione pensionistica, in quella fase della vita in cui non potrà lavorare, ossia durante la vecchiaia.

La pensione, quindi, può anche solo consistere in un importo versato mensilmente da un istituto privato, in seguito ad accantonamenti volontari, effettuati negli anni precedenti (sistema a capitalizzazione).

Tuttavia, tutti gli stati prevedono accantonamenti obbligatori in frazione dello stipendio mensile del lavoratore, il cui versamento può avvenire anche in capo al datore di lavoro, chiamato a partecipare in parte alla costruzione della pensione del lavoratore. Questo si rende necessario, per evitare che il lavoratore non accantoni alcuna somma, quando ne ha la possibilità, preferendo consumare tutto lo stipendio, ma trovandosi scoperto durante la vecchiaia.

In Italia, quindi, il grosso della sopravvivenza di quanti non si trovano più in età lavorativa è rappresentato dalla pensione pubblica.
Esistono cinque tipi di pensione, in Italia: pensione di vecchiaia, pensione di anzianità, pensione di reversibilità, pensione di invalidità e pensione sociale.

Tutti questi tipi di pensione hanno lo scopo di assistere il soggetto, nel momento dell’insorgere del bisogno, che può essere determinato dalla fine della propria vita lavorativa, con l’esigenza di avere una forma di entrata stabile, per la sopravvivenza; o in caso di infortunio o impedimento fisico, che lo renda impossibilitato a lavorare; o ancora nel caso in cui il coniuge pensionato sia deceduto e questi si sia trovato privo di un’entrata di denaro.

Il sistema previdenziale pubblico italiano si basa sul cosiddetto principio della ripartizione, che lo differenzia da forme di prestazioni pensionistiche di tipo privato. In sostanza, ciò significa che il monte-pensioni da erogare in un determinato momento sarà suddiviso a carico di quanti in quel momento lavorano, che pagheranno i contributi, in percentuale del loro stipendio.

Questi però non verranno accantonati, per la loro stessa pensione, ma immediatamente utilizzati, per provvedere a pagare le pensioni attuali. Il sistema funziona, sulla base del fatto che gli attuali lavoratori avranno un giorno assicurata la pensione, grazie ai contributi che verranno pagati dai lavoratori di domani, e così via. Trattasi, come spesso si dice, di un principio di “solidarietà intergenerazionale”.

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