Requisiti per la Pensione

Requisiti per la Pensione
I requisiti per la pensione si maturano in modo diverso, a seconda che si tratti di lavoratori dipendenti o autonomi, pubblici o privati, uomini o donne. In generale, gli uomini vanno in pensione a 65 anni, le donne a 60 anni (lavoratori privati).

I requisiti per andare in pensione variano secondo alcune variabili, quali l’età anagrafica, gli anni di contributi versati, la condizione di lavoratore dipendente o autonomo, e ancora in base alla categoria lavorativa di appartenenza (previste agevolazioni per i lavori usuranti) e al sesso.

Il criterio generale per la pensione di vecchiaia è il seguente: il diritto si matura a 65 anni per l’uomo e 60 anni per la donna (nel pubblico impiego, fino alla fine del 2011 la donna può maturare il diritto di andare in pensione a 61 anni, mentre a partire dall’1 gennaio 2011 solo a 65 anni, come per i colleghi maschi).

Tuttavia, i requisiti possono essere anticipati nei seguenti casi: se si hanno almeno 40 anni di contributi (non importa l’età anagrafica, in questo caso); nel caso si abbia un mix tra età anagrafica minima e anni di contributi minimi.

In particolare, a partire dall’1 gennaio 2011, fino al 31 dicembre 2012, la pensione di anzianità (di servizio) può essere richiesta dai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) se si raggiunge quota 96, tra anni di età e di contributi, con un minimo di 60 anni di età e di 36 di contributi, o di 61 anni di età e di 35 di contributi; a partire dall’1 gennaio 2013, la quota sale a 97: minimo 61 anni di età + 36 anni di contributi, o 62 anni di età + 35 anni di contributi.

Per i lavoratori autonomi, i requisiti sono innalzati di un anno. A partire dall’1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2012, la quota da raggiungere per loro sarà 97 (61 anni di età + 36 anni di contributi o 62 anni di età + 35 anni di contributi), mentre a partire dall’1 gennaio 2013, la loro quota dovrà essere 98 (almeno 62 anni di età + 36 anni di contributi o 63 anni di età + 35 anni di contributi).

Agevolazioni per i lavori usuranti sono previste fino a un massimo di tre anni di uscita in anticipo dal lavoro, in via transitoria.